Si sono conclusi in data 13 settembre, in occasione della Giornata mondiale delle grotte e del carsismo, gli appuntamenti organizzati dalla Grotta del Vento e dedicati alla scienza, all’esplorazione e all’avventura.



Un percorso che ha accompagnato l’estate con una serie di iniziative dedicate al mondo sotterraneo, affrontato da prospettive diverse: dalla speleofotografia alla meteorologia, dalla speleologia subacquea alle tecniche di esplorazione, fino alla memoria e ai racconti dei primi esploratori della Grotta del Vento.
Nel corso dell’estate non sono mancate anche le ormai tradizionali Serate al buio del venerdì, durante le quali la grotta è stata visitata senza l’illuminazione turistica, affidandosi alla luce delle lampade a carburo e delle torce elettriche. Un’esperienza diversa e particolarmente suggestiva, che ha permesso ai visitatori di avvicinarsi alla grotta attraverso una modalità di esplorazione più vicina a quella degli speleologi.



Il ciclo degli incontri si è aperto con la speleofotografia di Andrea Moretti, protagonista di una carrellata di immagini straordinarie, non soltanto per la qualità fotografica, ma anche per il particolare progetto visuale che le accompagna: restituire a chi osserva le fotografie la percezione di ciò che lo speleologo vede e vive durante l’esplorazione di una grotta.



Un altro appuntamento particolarmente interessante è stato l’incontro con Valerio Capecchi, meteorologo di LaMMA, che ha ricordato la tragica alluvione di trent’anni fa e ha illustrato, attraverso dati e informazioni scientifiche, le prospettive dell’evoluzione del clima. Nel dialogo con Vittorio Verole Bozzello è stato affrontato anche un tema particolarmente significativo per la Grotta del Vento: il rapporto tra il clima esterno e quello interno della grotta e le modalità con cui le variazioni dell’ambiente superficiale possono riflettersi sul delicato equilibrio del mondo sotterraneo.



In occasione dell’inaugurazione del piazzale antistante la sorgente carsica del Tinello, alla Grotta del Vento si è tenuta inoltre una conferenza dedicata alla speleologia subacquea, un’attività necessariamente di nicchia ma capace di offrire possibilità di esplorazione e di conoscenza estremamente significative. Davide Massarenti, speleosubacqueo e istruttore subacqueo della Marina Militare, ha raccontato le esplorazioni effettuate nella sorgente del Tinello, a poca distanza dalla Grotta del Vento, illustrando attrezzature, tecniche e metodologie utilizzate per affrontare l’esplorazione subacquea in ambienti confinati.



La conclusione del programma, domemica13 settembre, è coincisa con la Giornata mondiale delle grotte e del carsismo. Alla Grotta del Vento la giornata è stata caratterizzata dall’esposizione di materiali e attrezzature, dall’illustrazione di tecniche speleologiche e da discese dimostrative nei pozzi della grotta. Momenti spettacolari e in parte inaspettati, particolarmente apprezzati dal pubblico, che hanno permesso di mostrare concretamente alcuni degli aspetti più affascinanti dell’esplorazione sotterranea. In serata, una visita speciale alla grotta ha concluso la giornata attraverso le parole e i racconti tratti dagli scritti dei primi esploratori della Grotta del Vento, riportando idealmente il pubblico alle origini della sua esplorazione, quando curiosità, avventura e desiderio di conoscenza spingevano i primi uomini a entrare nel mondo sotterraneo.
Un’estate, dunque, nel segno della conoscenza e dell’esplorazione, ma anche un ideale ponte verso il prossimo anno. Nel 2027 la Grotta del Vento celebrerà infatti un anniversario particolarmente importante: i 60 anni dall’apertura al pubblico, avvenuta nel giugno del 1967. Sarà un nuovo appuntamento con la storia della grotta e con le persone che, in questi sessant’anni, ne hanno fatto un luogo di conoscenza, esplorazione e divulgazione, con lo sguardo rivolto al futuro ma senza dimenticare le origini di quella che continua a essere, ancora oggi, una delle realtà speleologiche più conosciute e visitate d’Italia.








