Alla presenza di un folto pubblico di appassionati e di curiosi, domenica 13 settembre ha avuto luogo alla Grotta del Vento la manifestazione organizzata in occasione della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo indetta dall’UNESCO.

Nel piazzale antistante l’ingresso della grotta è stata allestita una mostra sull’evoluzione dei materiali un tempo impiegati per l’esplorazione del mondo sotterraneo: dalle scalette di corda con pioli di legno alle scale“superleggere” ancora in uso negli anni ’60 del secolo scorso; dai primi rudimentali impianti di illuminazione a incandescenza alle frontali ad acetilene con accensione piezoelettrica. Tutti questi materiali sono stati ormai definitivamente soppiantati dall’uso delle sole corde mediante l’impiego di discensori ed autobloccanti, limitando la fatica, aumentando la sicurezza e permettendo anche a squadre di speleologi non particolarmente numerose di affrontare abissi che con le vecchie tecniche sarebbe stato impossibile esplorare.

Dalla parete che strapiomba sul piazzale pendeva nel vuoto una corda sulla quale gli speleologi si sono esibiti in una serie di manovre che hanno messo in evidenza la praticità dei più moderni sistemi di progressione.
In occasione di questa giornata dedicata alla speleologia, durante le visite è stato posto un particolare accento sugli aspetti esplorativi, sia sotto il profilo storico che prettamente tecnico.
Molto apprezzato dai visitatori lo spettacolo dell’arrampicata in grotta e della discesa su corda dalla sommità della “Sala dei Trenta Metri”.

Ha destato grande interesse anche l’esposizione delle speciali attrezzature subacquee impiegate nell’esplorazione dei sifoni. L’impiego di queste attrezzature veniva spiegato al pubblico dallo speleosub Davide Massarenti, istruttore subacqueo della Marina Militare.

Le dimostrazioni pratiche della progressione su corde sono state effettuate dallo stesso Massarenti e dagli speleologi Pietro Taddei (Speleo Club Garfagnana), Simona Marioti, e Federico Bucci.



La giornata ha avuto termine con una speciale visita, condotta dallo speleologo modenese Massimo Goldoni, riportando alla memoria dei visitatori le emozioni provate dai primi naturalisti che all’inizio del secolo scorso hanno compiuto i primi timidi passi verso l’ignoto di quel mondo sotterraneo che un secolo più tardi sarebbe diventato la principale attrattiva turistica della Garfagnana.
Con questa manifestazione, che chiude il ciclo delle iniziative dedicate alle scienza, all’esplorazione ed all’avventura, la Grotta del Vento conferma il suo ruolo di aggregazione per tutti coloro che amano approfondire le proprie conoscenze sui misteri della natura.








